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Auto e fiscalità: optional e fringe benefit, attenzione all’aumento del 5%

Luglio 29, 2026
fiscalità auto e alimentazione flotta

Auto e fiscalità: optional e fringe benefit, attenzione all’aumento del 5%

Le novità introdotte dalla nuova manovra fiscale, che saranno da confermare, stanno modificando in modo significativo il mondo delle auto aziendali. Tra optional e fringe benefit, nuove regole di tassazione e criteri di calcolo sempre più articolati, orientarsi non è semplice.

Ecco perché noi di GmotiON abbiamo voluto realizzare una rubrica di approfondimento relativa a questi nuovi aspetti che ci permetteranno di spiegare e chiarire i principali cambiamenti normativi che riguardano le flotte aziendali.  Parleremo di fringe benefit, di alimentazioni auto, di car policy e dell’importanza strategica che sempre di più ha ormai per la aziende il Fleet Management.

Il nostro obiettivo non è quello analizzare la normativa in modo tecnico, ma di aiutarvi a comprendere quali saranno gli impatti sulle vostre auto. In questo primo articolo andiamo a vedere uno dei nuovi aspetti sul quale ci state chiedendo in tanti un chiarimento che è l’effetto degli optional sul calcolo del fringe benefit.

#GmotiONRisponde

Perché gli optional possono aumentare il fringe benefit?
Cosa cambia in materia di optional e fringe benefit con la nuova manovra fiscale?
La configurazione dell’auto diventa una scelta anche fiscale.

Perché gli optional possono aumentare il fringe benefit?

Entriamo nello specifico e chiariamo innanzitutto cosa è il fringe benefit. Quando un dipendente utilizza un’auto aziendale lo fa anche per fini personali (uso promiscuo) ricevendo in questo modo un beneficio economico, il cosiddetto fringe benefit, sul quale vengono calcolate imposte e contributi.

Per determinarne il fringe benefit non si considera il costo reale sostenuto dall’azienda, ma si fa riferimento alle tabelle ACI, pubblicate ogni anno. Queste tabelle attribuiscono a ciascun modello di veicolo un valore convenzionale basato sui costi medi di utilizzo. Le tabelle ACI rappresentano quindi un riferimento fiscale utilizzato per stabilire quanto vale, ai fini delle imposte, l’utilizzo dell’auto aziendale.

Cosa cambia in materia di optional e fringe benefit con la nuova manovra fiscale?

Una delle maggiori novità introdotte dalla nuova normativa fiscale in termini di fiscalità auto è quella relativa a rapporto optional e aumento del fringe benefit. E’ da tempo che l’argomenti generava dubbi: gli accessori aggiunti alla configurazione standard dell’auto dovevano essere considerati nel calcolo del fringe benefit? E in quale misura? Ecco cosa prevede la nuova normativa: se il veicolo viene ordinato con optional non compresi nella configurazione di riferimento prevista dalle tabelle ACI, il valore del fringe benefit viene incrementato forfettariamente del 5% indipendentemente da quanti e quali sono gli optional in più che non sono compresi dalla configurazione prevista dall’ACI.
Non è quindi il singolo optional a essere tassato, ma l’intero valore del fringe benefit a subire una maggiorazione. Per andare sul pratico ed essere ancora più chiari:

Immaginiamo che, sulla base delle tabelle ACI, il fringe benefit annuale di un determinato modello sia pari a 4.000 euro.
Se il veicolo è configurato esattamente come previsto dalle tabelle ACI, il fringe benefit rimane pari a 4.000 euro.
Se, invece, la configurazione comprende optional che determinano uno scostamento rispetto a quanto previsto delle tabelle ACI, il valore del fringe benefit aumenta del 5%, passando a 4.200 euro.

L’aumento va incidere direttamente sull’importo che il dipendente dovrà assoggettare a tassazione e che sarà quindi gestito dall’azienda.
Se prendiamo l’aumento come dato singolo questo è facilmente gestibile, ma in qualità di consulenti di flotta aziendali dobbiamo ragionare sempre nell’ottica della gestione e degli aumenti che si possono avere in una flotta che porta inevitabilmente ad un impatto economico che può diventare significativo.

La configurazione dell’auto diventa una scelta anche fiscale.

Con l’introduzione del rapporto fra optional e fringe benefit cambierà il criterio con il il quale questi verranno scelti ed inseriti.
Da essere una scelta fatta per al fine di aumentare sicurezza e confort di un veicolo, questa diventerà una vera e propria variabile fiscale da valutare con attenzione.

È proprio qui che la consulenza fa la differenza. Noi di GmotiON analizziamo e valutiamo ogni progetto di mobilità prendendo in considerazione non solo il canone di noleggio ma anche tutti gli aspetti che incidono sul costo complessivo di una flotta: fiscalità, fringe benefit, car policy, alimentazione, durata dei contratti e Total Cost of Ownership.

Come sosteniamo da sempre scegliere un’auto per un’azienda non rappresenta solo una scelta di mobilità ma una più strategica e importante scelta economica e fiscale.

Nel prossimo articolo della rubrica approfondiremo un altro tema introdotto dalla nuova manovra fiscale che è quello dell’alimentazione della vettura. Anche per questo aspetto analizzeremo e valuteremo quanto questo possa influire sulla gestione delle flotte aziendali.

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